
Ciao, Mario. Ho avuto l'onore di conoscerti circa un anno fa.
Sobrio, umile, con l'animo gonfio di calore umano e mite gentilezza.
I tuoi libri mi hanno accompagnata sin da ragazzina.
Da loro ho appreso l'amore incondizionato per la natura, il valore dei ricordi, il rispetto di sè e della Vita, la libertà che viene dal lavoro onesto, il dovere di non odiare mai.
Proprio ieri, mentre te ne andavi in punta di piedi, come hai vissuto, sfogliavo le pagine di Stagioni e rileggevo la tua dedica.
Ti bastava poco più di uno sguardo per cogliere certi tratti.
Ti piango come un amico, un nonno, un maestro.
Sei tornato lassù, a sciare libero e sereno insieme a Primo.
E' stato meraviglioso incrociare il tuo cammino, Sergente.



















Piccole provviste mentali raccolte da Simona e mescolate in: sentieri sotto la neve, camelie sul muschio del tempio
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