Letture blogosferiche consigliate: Una panchina nella Cittadella, da Chasing The Qeen; Affetto, da Zulawskiego 5.
Com'è accaduto? E' buffo che io non riesca a ricordarlo. Capita che si esca di casa con qualcosa in tasca o nella borsa, qualcosa che al rientro non trovi più; in cuor tuo sai già che non lo potrai scovare, perché hai fatto troppi giri... chissà dove è scivolato via da te. Si dice che il nocciolo della nostra personalità si formi nell'infanzia ed io sono disposta a prenderlo per buono mio malgrado: mi spaventa l'idea che i miei primi, nebulosi anni di vita siano il quid e dopo ricordo una bambina selvatica, curiosissima e ricciuta che aveva sempre le ginocchia sbucciate. Ma la personalità è fluida, si allarga e si contrae, si arricchisce e indebolisce, quindi sì, capita che si perda qualcosa per strada, una dote, un'abitudine, un gesto e anche se ci si rende conto di poterne fare a meno, quello spazio vuoto resterà incastonato in un angolino. Si dice che da quelle vuote montature si generi l'esperienza. A me piace pensare che nascano delle storie. Si impara a raccontare quando ci si può voltare indietro e vedere delle cose con sufficiente distacco, ma con quella comprensione muta e attenta che possiedono i bambini quando esplorano il mondo. Dunque ho perduto quella specie di baldanza, quella sicurezza generica ed esaltante, ma adesso, se mi volto, rivedo me stessa dieci anni fa e capisco certi aspetti prima indecifrabili. Vedo anche cose buffe.
La perfezione determina uno stupore congelato, che frena e trattiene le emozioni. La meraviglia, che è invece uno stupore caldo, un ventaglio di velocissime e luminose sensazioni, nasce da un particolare bizzarro, da qualcosa che non ci si aspettava, da una bellezza senza canoni che ci tocca personalmente. E questo spero di non perderlo, anche se sono una distrattona e non ricordo mai le strade, perché troppo presa a guardare in su.











Il mio paese è così. Mezzo sgangherato, mezzo qualunquista. Il mio paese è fatto di gente che lavora col magone, perché oggi sì, domani forse, dopodomani chi lo sa. E' fatto di ragazzi che si metton su casa coi vecchi mobili delle nonne, di donne incinte che si fanno tutto il viaggio sul bus in piedi, o che allattano alla scrivania dell'ufficio. Di treni sporchi o colorati dagli spray, di carrozze impolverate, di giovani di colore vicino ai quali non si vuol sedere nessuno.
Non ho fatto mistero di aver seguito con attenzione la campagna elettorale e soprattutto quella portata avanti dal PD attraverso l'utilizzo sistematico del web e dei socialnetwork. Sono entrata in quella rete virtuale, ho preso parte ai forum, ho scoperto l'azione di altri circoli in Europa e l'entusiasmo di molti giovani. Oggi questo flusso di notizie, opinioni, proposte non solo non si è fermato, ma è raddoppiato. Non ho percepito frustrazione, bensì passione e voglia di proseguire questo percorso.
Sono in imbarazzo. Ascolto le notizie alla radio, guardo i TG, leggo i giornali, navigo su internet e sono in imbarazzo. Berlusconi ci ha abituato a campagne elettorali irriverenti, vuote, demagogiche e infami, eppure credo che si debba fare uno sforzo per non cadere nella trappola dell'assuefazione:
La generazione che ha vissuto la propria prima giovinezza negli anni Ottanta, sotto il segno di Craxi - ascendente Goldrake - ha visto lo sfacelo di una classe politica senescente e vetusta, apparentemente spazzata via dal pool di Mani Pulite. Ancora ricorda le monetine lanciate su Craxi ed il filo di bava che pendeva dalla bocca tremante di Forlani durante gli interrogatori. Svezzata con tali orrori, era quasi naturale che sconfinasse nel più ovvio qualunquismo. Fortunamente, ma solo per il fatto di aver fatto rinascere in molti un attaccamento alla Cosa Pubblica sempre più vilipesa, è sceso in campo il Piazzista della Libertà che, volenti o nolenti, ha forgiato
Domenica, lungomare di Pegli spazzato da un vento decisamente poco primaverile. La bellezza della natura può coesistere con le piccinierie e l'ignoranza umana. Su un manifesto della Lega Nord spicca il volto di Toro Seduto seguito da un messaggio talmente antistorico (si veda l'immagine qui a fianco) da essere idiota. Ma come si può pensare che simili personaggi conoscano la storia americana quando ignorano o storpiano pure quella del loro paese? Nell'antica Grecia gli idioti erano quelli che si ripiegavano nel privato, non partecipando alla vita pubblica della polis. L'etimologia scivolò poi sempre di più verso lo spregiativo. Non aggiungo altro, lasciando piena libertà di moderna e attuale interpretazione. 
Piccole provviste mentali raccolte da Simona e mescolate in: il mio lessico familiare
popup commenti (16) | permalink commenti (16)