
Strane ed intense le giornate genovesi, fra appuntamenti, conferenze, passeggiate nei parchi, profumo di camelie o di pizza appena sfornata, nuova biancheria per la casa e chiacchere con amiche incinte, aria di primavera e sentore di pioggia. Strana mi sento io, quando mi sembra di essere così vicina alle cose, a quelle piccole e dense di vita come le corolle in questa stagione, ma, al tempo stesso, così lontana, come se viaggiassi su un binario parallelo. Mi ritorna in mente un film che ho amato moltissimo, La meglio gioventù, e precisamente quella scena della seconda parte in cui uno dei personaggi - forse la sorella? - chiede a Nicola se crede ancora, come scrisse in una cartolina, che tutto sia "bello!!!" ... e lui risponde di sì, ma che ai tre punti esclamativi, ecco a quelli non ci crede più. Bene, vivo una stagione senza punti esclamativi ed è una sensazione nuova per me, solo che non so ancora se è un periodo o se si tratta una di quelle spie - insieme al primo capello bianco, ai ragazzi che cominciano a darti del lei e alla pubblicità delle creme antirughe a partire dai 30 anni - che si accendono per suggerirti una verità, illuminando un ponte che hai già attraversato quasi senza accorgertene. Non sono mai stata una di quelle persone che ama guardarsi alle spalle con nostalgia e tuttora non tornerei indietro per nulla al mondo. Però, se potessi fare qualche sporadica capatina nel passato, opterei per qualche piccola modifica, magari un manciata di parole in più o in meno a seconda dei casi, insomma darei alle me ventenne un paio di buoni consigli, non di più, quel tanto da cadere comunque negli errori salutari, ma con un pizzico di coraggio, perché quello è arrivato, sì, ma senza tempismo.
Sono venuta qui per parlavi di Fred Vargas e poi il venticello primaverile mi ha preso la mano, così non mi resta molto spazio, se non voglio procurarvi una gran noia, per deliziarvi sulle piccolezze umane del commissario Adamsberg e sulla caricature ironiche e intelligenti dei tre evangelisti, ovvero Marc, Mathias e Lucien, tre storici che sbarcano il lunario facendo i camerieri, stirando le camicie altrui e ogni tanto risolvendo qualche caso d'omicidio. Perché se la Storia non s'immerge nella Vita resta pura erudizione. Buone lettura, dunque. Ma ogni tanto ricordatevi di chiudere il romanzo che state leggendo e di uscire a fare due passi, perché è primavera e se perderete questo spettacolo vorrà dire che i libri non vi servono proprio a niente.











A meno di un mese dall'appuntamento elettorale, tutti i sondaggi, di parte e non, rivelano l'esistenza di un'alta percentuale di indecisi: un dato oggettivo, frutto anche della crescente disaffezione alla politica da parte degli italiani, ma che nonostante ciò sorprende. Infatti, ritengo che non possa e non debba passare la logica del "tutti uguali, tutti cialtroni", logica cavalcata sia da una qualunquista e picaresca demagogia, sia dalle piccole formazioni politiche che, insistendo sulla sostanziale uguaglianza dei programmi dei due raggruppamenti maggiori (PD e PdL), mirano, per non perdere visibilità, a mantenere lo status quo dell'altissima frammentazione partitica. Proprio quest'ultima è la principale causa della deriva degli ultimi 15 anni: piccole formazioni attestate su percentuali di rappresentanza risibili hanno continuato a dettare legge. 
Piccole provviste mentali raccolte da Simona e mescolate in: sentieri sotto la neve
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