
Prosegue l'intervallo del riccio, una pausa per niente oziosa (magari!), ma si spera fruttuosa. Nel frattempo vi propongo alcune righe di uno degli intellettuali e politici (nel senso elevato del termine) più acuti e lungimiranti del nostro tempo, scomparso troppo presto e mai abbastanza ricordato (come tutte le persone scomode).
"Chi voglia tentare oggi di comprendere la cultura contemporanea e le grandi questioni del presente, deve abituarsi a trovare adeguate chiavi di interpretazione. Ciò che serve è soprattutto un'immersione onesta nella storia: il pensiero assolutista delle epoche trascorse - del Medioevo oppure del razionalismo barocco ed illuminista, ad esempio - versa in una crisi evidente e profonda, e l'umanità non si interroga più sulla 'cosa in sé', bensì sulla realtà esistenziale che passa per l'esperienza. Così, nessuna ideologia può oggi più permettersi di fondare la propria ragion d'essere su una 'essenzialità' extra-storica; e allo stesso modo anche i valori e le convinzioni del nostro tempo devono superare la prova della storia per dimostrare la propria validità.
Una conseguenza ovvia e del tutto naturale di tale impostazione è la struttura sempre più pluralistica di tutte le manifestazioni dell'esperienza umana: dalle dottrine religiose e politiche all'arte e alla letteratura, dalle strutture sociali ai valori e ai metri di giudizio applicati al presente. Non esistono più punti di riferimento universali, vincolanti per tutti, e purtuttavia gli uomini e le donne di oggi devono percorrere - molto più che in passato - strade comuni che passano attraverso il vivere ed agire insieme.
Per questo motivo che oggi a ciascuno di noi è richiesta una sensibilità storica del tutto particolare, la capacità di guardare alla STORIA vera, quella degli avvenimenti presenti. Solo chi è in grado di leggere ed interpretare i 'segni dei tempi' è anche capace di comprendere se stesso, i suoi simili, il mondo in cui viviamo, e di intervenire su di essi in modo efficace e al passo coi tempi. Chi oggi pensasse di poter trascurare questi 'segni' non solo si precluderebbe ogni possibilità di creare una qualsiasi cultura autentica e perciò valida, ma rimarrebbe probabilmente spettatore inerte del proprio tempo, viaggiatore straniero nelle terre del presente. E ogni rimando a valori atemporali o metastorici altro non sarebbe che una fuga dal mondo, se non fosse accompagnato da una coraggiosa messa in relazione della propria esistenza con la storicità della stessa".












Sapevo bene che la sua discesa in campo muoveva esclusivamente da interessi personali: me l'aveva detto chiaramente lui stesso. [

Piccole provviste mentali raccolte da Simona e mescolate in: totem moderni
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