And so this is Christmas venerdì, 14 dicembre 2007  
Gli addobbi sono pronti, i biglietti sulla scrivania aspettano di essere scritti con tenerezza, la lista dei regali è già sistemata, le formine per i biscotti sono a forma di alberello e stellina, la nipotina non vede l'ora di aprire i regali insieme a me, il menu del pranzo di Natale è già deciso e saremo tutti dalla nonna quest'anno; la storia di Mister Scrooge mi ha commossa per la centesima volta, John Lennon dal mio stereo augura a tutti a very merry christmas, la neve non cade dal cielo ma brilla nei miei occhi comunque, cerco qualcosa di rosso da indossare, La vita è meravigliosa si guarda abbracciati e avvolti nel plaid, il vischio fa capolino dal negozio del fioraio, il mio albero ha le "lucciole" nuove e brillanti, il presepe costruito dal nonno fa bella figura nel cuore della casa, il mio Amore compie gli anni e la festa si raddoppia...



Io e il riccio auguriamo ai bloggeramici vecchi e nuovi delle Feste meravigliose, ricche non di effetti speciali, ma di affetti speciali. Per aver letto e commentato, per le risate, le lacrimucce e il tè al gelsomino condivisi in questo semplice angolo, grazie. And so, as Tiny Tim observed, God Bless Us, Every One!


Potete ancora votare per il Torneo degli Scrittori, i risultati saranno pubblicati dopo l'Epifania.
Per vedere il book fotografico completo del riccio natalizio, opera di Penny Black Rubber Stamps, cliccare qui.

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Il grande torneo degli Scrittori - parte II mercoledì, 12 dicembre 2007  

Cari bloggeramici e lettori accaniti, eccoci giunti (con un piccolo anticipo!) alla seconda manche del Torneo degli Scrittori!

Bando agli indugi... ecco i primi scontri da affrontare:

I. Calvino - J. Joyce
I. Allende
-
M. Bulgakov
M. Yourcenar
- I.
McEwan
P. Levi
-
L. Sciascia

P. Roth
-
D. Pennac
J. Saramago
-
H. Böll
P. Auster
-
E. Hemingway
G.G. Marquez
-
A. Baricco


F. Kafka
-
V. Woolf
A. Christie
-
Hornby
D. Buzzati
-
E. Montale
N. Ginsburg
- B.
Yoshimoto

J. L. Borges
-
P.P. Pasolini
J. R. R. Tolkien
- G.
Guareschi
C. Pavese
-
U. Eco
L. Pirandello
- G. Simenon

Qui il tabellone gentilmente realizzato da Rear Window!


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Storia di una principessa lunedì, 10 dicembre 2007  
"Una volta, chissà come, il vecchio gettò la sua rete, cominciò a tirare e si accorse che era molto pesante, come mai gli era capitato..." (A. Puskin, Il pesciolino d'oro).

Consiglio del giorno: Angel Annie, da Neternauta.

Da bambina mi arrampicavo sul tuo lettone, così maestoso per la mia età, con il grande materasso, i cuscini da sprimacciare, la testata di legno scuro. Ti sedevi accanto a me e raccontavi la favola del pesciolino d'oro.
Ora tocca a me raccontarti una storia, dove la realtà sia meno difficile e il lieto fine più vicino. Nella mia storia, sei di nuovo stupenda e forte, con le onde lucide dei tuoi capelli scuri, e devi affrontare mille pericoli: c'è la guerra, ma il tuo principe si salva dall'affondamento della sua nave, restando tutta la notte aggrappato a un relitto, certamente pensando a te. Nella mia storia sei la principessa saggia, dotata di un innato senso dell'equilibrio che non si può imparare, capace di far andare tutti d'accordo, con tatto e fermezza. Se i politici avessero solo la metà del tuo buon senso, nonna, questo sarebbe un mondo migliore.
In questa storia tu rappresenti la tessitrice paziente che annoda la trama nei punti giusti e disfa gli errori in quelli sbagliati. Ed anche se il tuo principe se n'è andato dodici anni fa, tu sei ancora la sua sposa - e come tutte le spose, sei bella.


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Randomblog n. 7 sabato, 08 dicembre 2007  
Surrealrandom!

ChagallSe il filo s'addipana, segui la luce della petroliera...

E se ci metti dentro un ago, la direzione la ritrovi subito!
eh, ma la ricerca da me è come il crimine, non paga!
Ho tanta fede in me
e l'hai riaccesa tu senza volerlo...
... ed al mio treno sbilenco vo comparando
così tra queste soavità s'annega il pensier mio
il mio momento di bellezza e di pace . . . due piccole, semplici violette!
L'aria è ancora frizzante. L'odore del pane ...
la città bambina, la città rosa e pulita...
... in un'altra passeggiata terapeutica col mio lui

Un saluto al gelsomino... Intanto beviamoci su (un the al mandarino).
- Io avrei perso la pazienza alla terza riga! -
Se reagisci al sonno non in maniera sconquassata, come la sottoscritta...Come se si fosse all'alba dei tempi, come se tutto potesse succedere, come se non fosse un mattino qualunque di un giorno qualunque...
- Vi lasciamo soli un attimo, e guarda cosa succede?! -

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Di dicembre, un'aurora giovedì, 06 dicembre 2007  
Come una persona appena sveglia, senza trucco, con i capelli un po' arruffati e la veste stropicciata rivela quella spontanea bellezza che proviene dal mondo dei sogni, così almeno una volta si dovrebbe vedere la città che si sveglia alla luce dell'alba. Prima che il rumore e la fretta l'assorbano completamente, prima di premere sul pedale dell'acceleratore e di aver bevuto troppi caffè. Non capiterà più per il resto della giornata di percepire il proprio respiro e i battiti, di sentire il suono dei propri passi e di osservare più volentieri il cielo della terra.

aurora
Così questa mattina Miss Precarity condivideva un'aurora di dicembre, incredibilmente mite, col panettiere e l'operatore ecologico. Si sentiva molto buffa... ma le andava bene così. Sapeva che avrebbe scambiato volentieri il profumo del pane appena sfornato col il coffee break très chic che l'attendeva al convegno.

Dopo tanta nebbia
a una a una si svelano le stelle.
Respiro il fresco
che mi lascia il colore del cielo.
Mi riconosco immagine passeggera
presa in un giro immortale

Giuseppe Ungaretti

A Paolo che ha alleviato la mia stanchezza con questi versi.

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Chi parla male, pensa malissimo mercoledì, 05 dicembre 2007  

“La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri” (Herman Hesse, Il lupo nella steppa).

 

Consiglio del giorno: Haruki Murakami, da Sonno profondo


rami

 

… e perde un’ottima occasione per tacere. Leggo che il sindaco di Teolo ha deciso, a suo insindacabile giudizio o capriccio, di non concedere la cittadinanza (“citoyenneté octroyée”?!) a chi non riesce a pronunciare correttamente in italiano il giuramento sulla bandiera. A parte il fatto che il sottoporsi a cotanto vaglio metterebbe in imbarazzo una discreta quota di cittadini italiani dediti al maltrattamento sistematico della propria lingua madre, mi domando come ci si dovrebbe comportare col primo cittadino di Cittadella (autore dello slogan “niente casa agli extracomunitari con reddito inferiore a 5000 euro”) il quale ha scritto sul display del Comune “unaltro paese”. C’è poi un altro consigliere leghista che ha sparato la proposta di fare come le SS: punire 10 extracomunitari ogni trevigiano danneggiato. Il mio amato Massimo Gramellini ha suggerito pertanto la decimazione delle parole, ovvero il silenzio da opporre agli “inquinatori del linguaggio” (“La Stampa” di oggi). Io aggiungo: inquinatori dei principi, dei diritti, della dignità. E qui mi fermo perché il turpiloquio non mi piace.

 

Nel frattempo Miss Precarity ha fatto i conti col suo settimo senso, cioè il senso di colpa. Le è sempre stato molto più facile addossarsi tutte le mancanze, così tanto per non sbagliare; ma ieri è stata visitata da due illuminazioni celesti. La prima: il collega meno titolato, quello che quando presenta una relazione a un convegno ripete “praticamente” ogni tre parole, ottiene di più non per una questione di competenza, ma di genere. Maschile. La seconda: come dice anche la parabola, i talenti non vengono distribuiti per essere sotterrati. Fra l’altro, l’humus del precariato è pure di pessima qualità. Si prevedono, pertanto, grandi opere di dissotterramento, potatura e fertilizzazione. The Constant Gardener.


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Il mio Virgilio mi ha perso di vista... lunedì, 03 dicembre 2007  
"... come una talpa che raspa nel terriccio per forarlo e bucare alla luce" (Luciano Bolis, Storia di una conversione, in La Nuova Antologia, luglio-settembre 1981).

Consiglio del giorno: La finestra sul cortile, da The Cappuccino Kid.


colibrì

... oppure si è stancato di starmi appresso. Qualcuno mi vuole spiegare perché da due anni a questa parte il 90% del mio lavoro è occupato da aspetti noiosissimi, mentre solo il restante 10% mi permette di sentirmi viva e pensante? Rileggo famelica alcuni Autori - come Luciano Bolis, Piero Martinetti - che dai tempi dell'Università costituiscono il mio Virgilio, il mio Socrate interiorizzati: una fonte alla quale rinnovo i miei ideali, le mie attitudini, le mie ricerche affannate e dilettantistiche. Ma il tempo è troppo poco, il telefono sempre fastidioso. Stamattina coda alla posta. La signora ha sempre un delicatissimo equilibrio umorale e una soglia del panico bassissima. Quando le metto sotto al naso un pacco per la spedizione celere per Bruxelles, mi guarda come se le avessi chiesto d'istruire un piccione viaggiatore in lingua francese con sottotitoli in fiammingo. Tornata in ufficio all'ora di pranzo, infreddolita da un vento gelido che sa di neve, mi concedo, grande novità, un tè verde al gelsomino. Metto a riposare la bustina nella tazza proprio sotto le mie narici, per sniffare gli aromatici vapori. Tanto è tutto legale!
Una volta salita sul treno del ritorno, mi cade l'occhio sulla valigia di un signore, tappezzata da svariate etichette della Quantas. Penso subito a Lost: colpa di Seaweeds che ha influenzato Paolo che ha influenzato me. E pensare che ho sempre detestato i telefilm: mai stata fedele. L'ultima serie che ho seguito sino alla fine deve essere stata La casa nella prateria. So che sto saltando di palo in frasca, ma il post lo scrivo io e voi non potete farci niente.
La scrittura ha per me comprovate virtù terapeutiche. Anestetizza la delusione e il senso d'inadeguatezza, esaltando la sensibilità positiva, quella che si lascia ammaliare ogni sera dal tramonto rosso e viola che avvolge le Alpi innevate. Mentre cammino, le parole mi frullano in testa come colibrì multicolori, veloci, vibranti e vive. Recupero appena posso il mio block-notes, credo che potrei arrivare a morderlo, come se fosse pane. Quando scrivo, il mio animo, esaltato o ferito, si trasforma in una penna intinta in un inchiostro di linfa potente. E naufragar m'è dolce in questo mare.

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La bussola impazzita domenica, 02 dicembre 2007  

“Ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn…” (Fabrizio De Andrè, ‘A Çimma)

Consigli del giorno: Caterina O Ho, Ho ho! Da Seaweeds Leaves; Caleidoscopio, da Juliaset.

 

Marc Chagall

 
Questa sera, rientrando a casa, Miss Precarity ha notato che i vicini di casa hanno già allestito l’albero di Natale in giardino. Un bel punto luminoso nella notte grigia e umida. Spesso è solo questo che manca. Ci sono volte in cui più si cammina e più la meta sembra allontanarsi. Ci si deve sedere, di tanto in tanto, per riprendere fiato e non farsi prendere dal panico, anche se sembra di aver smarrito la strada. Per quanto sia desiderata una meta, talvolta è così difficile raggiungerla che il respiro si spezza in gola e tutti i muscoli sono doloranti per lo sforzo.
In questi momenti, Miss Precarity si concentra con tutta se stessa su una manciata di piccoli, quasi insignificanti momenti di bellezza e di pace. Aspira profondamente il profumo di un tè al gelsomino, facendo aderire bene tutte le dita delle mani alla tazza fumante. Scrive un messaggio a un’amica lontana. Coccola la sua nipotina. Sente più di una volta una canzone che ama. Oppure si lascia andare a una serata fra amici vecchi e nuovi, osservandoli in silenzio e cercando di percepirne il calore, l’allegria.

Capita di avere un pizzico di fortuna e di ritrovarsi in un angolo delizioso e un po’ appartato di una sala da tè, a due passi dal Duomo: sembra davvero un salottino. Le risate che immancabilmente ci strappa Seaweeds, l’infuso alla cannella scelto assieme a Miss Blum, le chiacchere con Holly Golightly e CarryBradshaw. I film, i libri, i fumetti e gatto Silvestro (quello in carne e ossa però!). Non c'è niente di meglio di una serata simpatica per rimettere in sesto la bussola impazzita.
E alla fine, l’odore del suo dopobarba che sa di buono e di casa.


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Il randomblog dei randomblog sabato, 01 dicembre 2007  
Care bloggeramiche e cari bloggeramici,
giunto alla fine di una settimana un po' convulsa, il riccio si ritrova con una bella forma di letargia. Stamattina proprio non ne voleva sapere di svegliarsi, né di far capolino col suo musetto buffo dal suo involucro di spine. A niente è valso ricordargli quanto sia atteso l'appuntamento del randomblog:

riccio che dorme

In attesa del suo risveglio, ho pensato di lanciare in sue veci un randomgiochetto. Quale randomblog vi è piaciuto di più? Il commento/battuta più bello e spiritoso? Ehhh ... neppure io saprei quale scegliere!!! Ma non è importante vincere, quanto ricordare insieme i momenti splinderiani più simpatici. Una bella "spremuta" di vitamine e il riccio, già lo so, tornerà in forma più di prima.

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