Consiglio del giorno: Bambini, da A quarantanni è tardi.

Quando ti penso, t'immagino in cucina. Tutti gli utensili in ordine, i ripiani lindi, gli ingredienti pronti, selezionati con cura, uno in quel negozio, l'altro in quella bancarella. Al mattino presto, il Mercato Orientale è un'isola caotica e profumata. I pesci lucidi e turgidi, il basilico di un verde tenero e odoroso. Ti penso col grembiule, ti penso che sai di buono. Le mani esperte che impastano, la maionese che mai impazzisce, la pastafrolla perfetta, la pizza deliziosa che non ho mangiato più. Per quante persone preparavi i tuoi manicaretti?! I nostri amici erano i tuoi amici. Quando sono in cucina, è divertente pensare a te. La mani sporche di farina, i vasetti tutti in fila con "i gusti", la carne per i raiö cu tucco, i taggiaen e i mandilli di saea*... beh, io non sono brava come te, nonno; diciamo proprio che non li so fare. Se tu fossi qui, mi potresti insegnare. Avresti cura di me, senza parole. Se fossi qui, inizieresti a fischiettare, perché cucinare è arte e divertimento. E magari tra una nota e l'altra inizieresti a cantare...
Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà...
[Ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare...].
* Ravioli al tocco (sugo di carne); taglierini e "fazzoletti di seta" (pasta tipo lasagna, sottolissima).












l’isola – e nei fotogrammi dei riti della Settimana Santa. L’ho trovato un film delizioso, senza pretese, che a tratti mi ha ricordato la dolcezza e l’ironia di Soldini per la scelta dei personaggi e per la cura dei particolari, come ad esempio i colori – il rosso soprattutto - che prendono il sopravvento nelle inquadrature dove la scena è in ombra. Il tutto accompagnato da una duplice sonorità: quella affidata alle musiche degli
Cari bloggeramici, il nostro rito viene portato a compimento, in ritardo, anche questa settimana. Sono e sarò un po' assente a causa di contrattempi familiari, per fortuna non gravi, ma che richiedono un po' di organizzazione e qualche rinuncia. A me piace chiamarla "pizzicologia". Perché basta un poco di zucchero e... la pillola va giù! A presto...-the-key-(small).jpg)
"La notizia arrivò al mattino, la sorprese mentre abbrustoliva il pane. (...). Era là, accoccolata sul panchetto davanti allo sportello aperto della stufa, anche quando Antal suonò il campanello, lì per lì non seppe dove appoggiare il tridente in miniatura che usava per abbrustolire la fetta di pane e così se lo portò dietro fin nell'ingresso. Antal prima la guardò in silenzio, poi le afferrò il braccio, e il goffo gesto col quale la sfiorò tradì subito quel che non avrebbe voluto dire. Gli occhi della vecchia si inumidirono, ma le lacrime non colarono come se una forza misteriosa e tenace le trattenesse in bilico sul ciglio delle palpebre. Il suo senso di cortesia più forte di un riflesso naturale, istintivo e al tempo stesso inculcato dall'educazione, la costrinse a mormorare un gutturale «Grazie figliolo»" (da La ballata di Iza)


Piccole provviste mentali raccolte da Simona e mescolate in: il mio lessico familiare
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